Economia, migrazioni, sicurezza, clima e diritti: nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, mercoledì 16 settembre, Ursula von der Leyen ha descritto l’attuale fase storica come un periodo segnato da grandi opportunità, ma anche da forti rischi. Al centro del suo intervento, l’obiettivo di costruire un’Europa più indipendente e capace di agire, con particolare attenzione a clima e difesa. Attraverso le storie di alcuni ospiti d’onore e la presenza del primo ministro canadese Mark Carney, von der Leyen ha inoltre ribadito l’importanza delle alleanze e della cooperazione internazionale per il futuro dell’Unione europea.
Anche a Cuneo, presso il Salone d’onore del palazzo municipale, il SOTEU 2026 è stato l’occasione per interrogarsi sulle priorità europee e sulle scelte che potranno incidere direttamente sulla vita dei cittadini e dei territori. EUROPE DIRECT Cuneo ha organizzato una visione pubblica del discorso annuale con cui la Presidente della Commissione europea von der Leyen presenta al Parlamento europeo lo stato dell’Unione e indica le principali priorità per l’anno successivo.
A seguito del discorso della Presidente, abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare le riflessioni di Franco Chittolina, fondatore e vicepresidente di APICEUROPA, e di Sara Notario, dottoranda presso l’Università di Torino, in un confronto moderato dal giornalista de La Stampa Sandro Marotta.
Secondo Franco Chittolina, il SOTEU va interpretato alla luce del complesso equilibrio politico che la Presidente della Commissione è chiamata a preservare.
«È un discorso di acrobatico equilibrio tra l’orgoglio e la consapevolezza che si può fare di più. Questa è la chiave del discorso: raccontare un’Europa che va bene, anche se ha ancora molti problemi».
Chittolina ha inoltre sottolineato come il SOTEU non rappresenta un semplice momento di comunicazione istituzionale, ma costituisce un’occasione in cui la Commissione è chiamata ad assumersi precise responsabilità: avanzare nuove iniziative, garantire il rispetto dei Trattati e assicurare una gestione efficace delle risorse dell’Unione.
Uno dei temi centrali è stato quello della competitività delle imprese europee e dei pacchetti “Omnibus”, attraverso i quali la Commissione intende semplificare diversi obblighi normativi e amministrativi.
Sara Notario ha evidenziato come le aziende europee debbano confrontarsi con concorrenti internazionali che spesso operano secondo regole differenti:
«Quando ci si confronta con aziende cinesi, americane o di altri Paesi, emerge un problema di competitività: le imprese europee devono spesso far fronte a un numero molto elevato di normative e regolamenti».
La semplificazione della burocrazia dovrà però essere discussa dalle diverse istituzioni europee. Come ha ricordato Notario, «ciò che viene proposto dalla Commissione viene poi trasmesso al Parlamento europeo e discusso con il Consiglio: il risultato finale nascerà dal confronto tra queste istituzioni».
Nel dibattito è emersa anche la necessità di evitare che la ricerca di una maggiore competitività comporti un indebolimento delle tutele ambientali e sociali. Notario ha riassunto così il nodo: «Il discorso della Presidente si colloca nel consueto equilibrio tra competitività e necessità di rispettare i valori europei, tra cui la tutela dell’ambiente. In questo momento, però, la spinta verso la competitività appare particolarmente forte».
A questo proposito, Chittolina ha richiamato il rischio di un arretramento più generale delle regole: «Una grande qualità del diritto europeo è sempre stata il suo carattere evolutivo. Da qualche tempo, invece, mi sembra che si stiano verificando delle retromarce pericolose».
Un altro approfondimento ha riguardato il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Al centro, secondo Notario, si trova il principio di solidarietà tra gli Stati membri:
«Il problema fondamentale del vecchio sistema era che la ripartizione prevista non risultava realmente obbligatoria. La novità introdotta dal nuovo Patto è proprio l’obbligo di solidarietà».
Resta tuttavia da comprendere come tale principio sarà applicato concretamente e quali strumenti dovranno essere utilizzati nei confronti degli Stati che non rispetteranno gli impegni comuni.
Il confronto si è soffermato anche sul rafforzamento di Frontex. Notario ha evidenziato l’esigenza di garantire un equilibrio tra la protezione delle frontiere esterne dell’Unione e la tutela delle persone: «Nel momento in cui Frontex intercetta un migrante diventa anche responsabile della sua salvaguardia e del rispetto dei suoi diritti. Bisogna quindi comprendere come queste operazioni vengano condotte concretamente».
Ampio spazio è stato dedicato alla sicurezza e al rapporto tra Unione europea e NATO. Chittolina ha ribadito che sono due organizzazioni nate con finalità differenti: «Un conto è un’alleanza militare, che risponde a una logica di difesa armata. Altra cosa è il progetto dell’Unione europea, che nasce come alleanza fra stati».
Da qui la domanda sul ruolo che l’Europa vuole assumere nel nuovo scenario internazionale:
«Che cosa sarebbe accaduto se verso le frontiere della Russia si fosse mossa prima l’Unione europea, come progetto civile di pace, invece della NATO? Forse avremmo potuto stringerci maggiormente intorno al progetto europeo di pace».
Notario ha chiarito che, allo stato attuale, non esiste una proposta della Commissione per la creazione di un esercito europeo: «L’Unione europea non entrerà a far parte della NATO: rimarranno due organizzazioni internazionali differenti, con scopi differenti. Attualmente non è stata proposta la creazione di un esercito europeo comune».
Chittolina ha invitato a mantenere distinti i diversi passaggi:
«Prima di tutto viene la politica estera. Se non esiste una politica estera comune, non può esistere una vera politica comune di difesa. Soltanto dopo si potrà discutere, eventualmente, di un esercito europeo».
Il confronto non si è limitato ai temi affrontati dalla Presidente, ma si è soffermato anche sulle assenze del discorso. Sandro Marotta ha richiamato in particolare la mancata menzione della povertà: «Mi sono messo a cercare la parola “povertà” nel discorso e il risultato è stato zero. Si è parlato dell’Europa dei diritti e degli accordi commerciali, ma oltre alle imprese ci sono anche le persone».
Nell’UE oltre una persona su cinque è a rischio di povertà o di esclusione sociale. Un dato che rende centrale la questione di chi rischia di rimanere indietro durante le profonde trasformazioni economiche, ambientali e tecnologiche.
«Anche i temi citati oppure non citati rappresentano una scelta politica», ha osservato Marotta.
Il filo conduttore della mattinata è stato soprattutto il rapporto tra istituzioni, democrazia e partecipazione. Il SOTEU si svolge davanti al Parlamento europeo e dà origine a un confronto tra la Commissione e i rappresentanti eletti dai cittadini. La sfida, tuttavia, è fare in modo che questa discussione non rimanga confinata nelle sedi istituzionali.
Come ha sottolineato Chittolina:
«Questo è un esercizio democratico. Il problema è portare questo esercizio democratico sul territorio: quanto discutono i cittadini europei di questi temi? Noi qui ci stiamo provando, ma adesso bisogna esercitare la democrazia anche nei territori».
È proprio questo il significato dell’iniziativa promossa da EUROPE DIRECT Cuneo: rendere il dibattito europeo più vicino e accessibile, mettere in relazione quanto avviene a Bruxelles e Strasburgo con le questioni che interessano le comunità locali e offrire ai cittadini uno spazio per informarsi, confrontarsi e far sentire la propria voce.
Se vuoi farci sentire la tua, compila il questionario ED Citizen Voices: un’indagine per raccogliere riflessioni e opinioni sull’UE, realizzata dalla rete EUROPE DIRECT.
La Notte dei ricercatori arriva a Cuneo: scopri, sperimenta, partecipa
Leggi di più
Gli ultimi dati Eurostat raccontano infatti due fenomeni che interessano fasi molto diverse del percorso educativo...
Leggi di più
Mercoledì 16 settembre Cuneo ospita una visione pubblica del Discorso sullo Stato dell’Unione europea.
Leggi di più
Il Dispositivo per la ripresa e la resilienza entra nella fase finale: sta per concludersi il periodo previsto per l’attuazione delle riforme e degli investimenti contenuti nei Piani degli Stati membri.
Leggi di più
Se hai tra i 18 e i 30 anni e vuoi vivere un’esperienza unica, il Corpo Europeo di Solidarietà (CES) è la scelta giusta.
Leggi di più
L'Unione europea, in occasione del 35simo anniversario dell'indipendenza dell'Ucraina, rinnova la propria solidarietà nei confronti del Paese, in guerra contro la Russia.
Leggi di più
Il marchio EU Ecolabel garantisce qualità e sicurezza, nel rispetto dell'ambiente.
Leggi di più
Ogni anno viene scelto un tema basato sulle grandi sfide che ogni Paese deve affrontare.
Leggi di più
È aperto il Bando DAPHNE 2026, inserito nel Programma europeo CERV – Citizens, Equality, Rights and Values.
Leggi di più
Mercoledì 16 settembre 2026 il Parlamento europeo ospiterà il tradizionale Discorso sullo Stato dell'Unione europea.
Leggi di più