Casa: l’emergenza abitativa nel terzo appuntamento con i Dialoghi europei

Prezzi in crescita, affitti sempre meno sostenibili e alloggi pubblici insufficienti: l’incontro promosso da Europe Direct Cuneo ha approfondito le politiche europee e nazionali per il diritto alla casa, con uno sguardo alle esigenze del territorio albese.

L’emergenza abitativa e le possibili risposte europee e locali sono state al centro dell’appuntamento del 13 ottobre ad Alba dei Dialoghi europei, il ciclo promosso da Europe Direct Cuneo insieme a Plin Education, dedicato alle principali questioni europee e alle loro ricadute locali.

A intervenire sono state l’architetta e ricercatrice Nicla Dattomo, esperta di politiche abitative e rigenerazione urbana, e Donatella Croce, assessora alle Politiche sociali del Comune di Alba. Il confronto ha preso le mosse da studi e analisi elaborati a livello europeo per approfondire la crisi della casa, le risposte delle istituzioni e le prospettive per il territorio albese.

Richiamando analisi di istituzioni europee e documenti raccolti da Housing Europe, la federazione europea che rappresenta il settore dell’edilizia pubblica, cooperativa e sociale, l’Arch. Dattomo ha illustrato la crescita dei costi abitativi nell’ultimo decennio.

Aumento dei prezzi delle case nell’UE, 2015-2025 +60%
Aumento degli affitti nell’UE nello stesso periodo +29%
Quota del reddito medio destinata all’affitto a Milano 72%
Quota del reddito medio destinata all’affitto a Roma 65%
Soglia indicativa di sostenibilità delle spese abitative 40% del reddito netto

La soglia del 40% è un indicatore utilizzato per valutare il peso della casa sul bilancio familiare. Nel calcolo non rientra soltanto il canone d’affitto o la rata del mutuo, ma anche altre spese, come quelle condominiali e i consumi energetici. Quando il costo complessivo supera questa percentuale del reddito netto, l’abitazione viene considerata economicamente poco sostenibile.
Il concetto è legato alla cosiddetta affordability, termine inglese che indica proprio la possibilità di permettersi una casa. Accanto a questo aspetto c’è la availability, cioè la disponibilità effettiva di abitazioni: un alloggio può essere economicamente accessibile, ma il problema rimane se non ce ne sono abbastanza. Per affrontare la crisi servono quindi sia prezzi sostenibili, sia un’offerta adeguata.

Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato il Piano europeo per gli alloggi accessibili (European Affordable Housing Plan), articolato su quattro priorità:

1. aumentare l’offerta di abitazioni,
2. mobilitare investimenti,
3. introdurre misure di sostegno nel breve periodo,
4. proteggere le persone più vulnerabili.

Secondo le stime richiamate durante l’incontro, l’Europa avrebbe bisogno di circa 650.000 abitazioni aggiuntive all’anno, con un fabbisogno di investimenti pari a circa 155 miliardi di euro annui. Il piano prevede risorse pubbliche e strumenti per attirare ulteriori capitali privati, ma lascia agli Stati e alle amministrazioni locali un ruolo decisivo nell’attuazione delle politiche.
Tra gli strumenti da sviluppare c’è il social housing, o edilizia abitativa sociale: soluzioni a canoni o prezzi contenuti rivolte a persone che non riescono a sostenere il mercato privato, ma che non possiedono i requisiti per accedere alle case popolari. Dattomo ha evidenziato che non basta prevedere uno sconto sul prezzo di mercato: perché una casa sia davvero accessibile, il costo finale deve essere compatibile con il reddito di chi la abiterà.

Durante l’incontro si è parlato anche di “tensione abitativa”, che descrive una situazione in cui la domanda di case supera, o fatica a incontrare, l’offerta disponibile a condizioni sostenibili. Può manifestarsi attraverso affitti elevati, scarsità di alloggi, difficoltà per le famiglie a trovare una sistemazione e competizione tra diversi usi degli immobili, per esempio residenziali e turistici.
La normativa e gli strumenti pubblici utilizzano criteri specifici per individuare i territori in cui il problema richiede interventi mirati. A livello europeo è in discussione un quadro volto a fornire alle amministrazioni strumenti comuni per valutare queste situazioni e, dove necessario, adottare misure proporzionate.

La questione riguarda anche Alba, dove il Comune ha commissionato uno studio sul patrimonio abitativo e sui bisogni della città. La prima fase ha permesso di ricostruire la situazione esistente; il percorso prosegue con momenti di confronto con gli attori del territorio, in vista di possibili interventi. Come ha spiegato l’assessora Croce, la difficoltà di trovare casa coinvolge famiglie e persone in cerca di autonomia, ma anche imprese e cooperative che devono reperire alloggi per i lavoratori. Tra le possibilità da approfondire ci sono il recupero degli immobili inutilizzati, gli affitti a canone calmierato e la collaborazione tra Comune, proprietari, cooperative e terzo settore.

L’incontro ha evidenziato che la crisi abitativa non può essere affrontata con una sola misura. Servono più alloggi, ma anche strumenti che ne garantiscano l’accessibilità economica, insieme a servizi e collegamenti adeguati.

Continua a seguire Europe Direct Cuneo per rimanere aggiornato sui prossimi appuntamenti con i Dialoghi europei!

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