Right to repair: incentivi per la riparazione dei prodotti

Da venerdì 31 luglio 2026 entrerà in vigore il nuovo diritto alla riparazione dei beni.

Spesso, gli oggetti che potrebbero essere riparati vengono gettati via, comportando ogni anno ingenti quantità di rifiuti e notevoli emissioni di gas serra. Per contrastare questi fenomeni, a partire dal 31 luglio 2026 entreranno in vigore le disposizioni della Direttiva UE 2024/1799, che introduce nuove regole per promuovere la riparazione dei beni difettosi o guasti, rafforzando la tutela dei consumatori e favorendo la transizione verso un’economia più sostenibile e circolare.

La direttiva prevede che i fabbricanti dei prodotti soggetti ai requisiti europei di riparabilità, su richiesta del consumatore, effettuino la riparazione quando è tecnicamente possibile, a condizioni eque e in tempi ragionevoli. Inoltre, dovranno garantire la diponibilità dei pezzi di ricambio, fornire informazioni chiare sui servizi di riparazione e non adottare pratiche che ostacolino gli interventi di riparazione.

Nel caso il consumatore scelga la riparazione come rimedio per rendere i beni conformi legalmente, la garanzia verrà prorogata di un anno. Il venditore, inoltre, sarà tenuto a informare il consumatore della possibilità di scegliere se riparare o sostituire il bene, oltre all’estensione del periodo di garanzia.

La direttiva prevede ulteriormente l’istituzione di una piattaforma europea, che sarà pienamente operativa entro il 1° gennaio 2028, al fine di agevolare l’incontro tra consumatori e riparatori. Verrà anche introdotto un modulo europeo volontario contenente informazioni trasparenti sui costi, sui tempi e sulle condizioni della riparazione.

Con questa normativa, pertanto, sarà possibile ridurre la produzione di rifiuti e prolungare la vita utile dei beni.

Maggiori dettagli qui.

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