Ritorno a scuola: cosa ci dicono i numeri sull’istruzione in Europa

Oggi, 14 settembre, è suonata la prima campanella dell’anno scolastico 2026/2027 per molte scuole del Piemonte

Anche a Cuneo migliaia di bambini e ragazzi sono tornati tra i banchi delle scuole primarie e secondarie della città. Un’occasione per tornare tra i banchi, ma anche per allargare lo sguardo e osservare come sta cambiando l’istruzione in Europa.

Gli ultimi dati Eurostat raccontano infatti due fenomeni che interessano fasi molto diverse del percorso educativo: da una parte cambia il numero dei bambini che frequentano la scuola primaria, dall’altra cresce la percentuale di giovani europei che raggiunge l’istruzione terziaria.

Nel 2024 nelle scuole primarie dell’Unione europea erano iscritti 23,2 milioni di bambini, circa 35 mila in meno rispetto al 2023 (-0,2%).
Se allarghiamo però lo sguardo agli ultimi dieci anni, il quadro europeo è meno lineare: rispetto al 2014 il numero complessivo degli alunni della primaria nell’UE è infatti aumentato del 2,9%, con forti differenze tra gli Stati membri.

Scuola primaria nell’UE Il dato
Alunni nel 2024 23,2 milioni
Variazione 2023-2024 -0,2%
Variazione 2014-2024 +2,9%
Media alunni per insegnante 13,3

Tra i Paesi con il maggior numero di alunni troviamo Francia (4,1 milioni), Germania (3,3 milioni), Spagna (2,8 milioni) e Italia (2,6 milioni).

Dietro ai numeri ci sono anche le trasformazioni demografiche dei diversi Paesi. Ed è proprio guardando al lungo periodo che emerge il dato italiano: in dieci anni l’Italia ha perso circa 267 mila alunni della scuola primaria, passando da circa 2,8 milioni nel 2014 a 2,6 milioni nel 2024.

Se il numero dei bambini che entrano nel sistema scolastico risente delle trasformazioni demografiche, guardando all’altra estremità del percorso educativo emerge una tendenza differente: in Europa è cresciuta fortemente la quota di giovani con un livello di istruzione terziaria.
Nel 2005 aveva completato un percorso di istruzione terziaria il 27,2% dei cittadini europei tra i 25 e i 34 anni. Vent’anni dopo, nel 2025, la percentuale ha raggiunto il 44,8%. Un aumento di 17,6 punti percentuali, che porta l’UE molto vicina all’obiettivo europeo di raggiungere almeno il 45% entro il 2030.
Il dato europeo positivo nasconde infatti differenze ancora molto ampie tra gli Stati membri.

In Italia la percentuale di giovani tra i 25 e i 34 anni con un titolo di istruzione terziaria è quasi raddoppiata in vent’anni, passando dal 16,2% al 31,1%. Un progresso significativo, che tuttavia non è stato sufficiente a colmare la distanza dagli altri Paesi.
Con il 31,1%, l’Italia si trova infatti 13,7 punti percentuali sotto la media europea ed è penultima nell’UE per quota di giovani con istruzione terziaria.

Paese 25-34enni con istruzione terziaria – 2025
🇮🇪 Irlanda 66,8%
🇱🇺 Lussemburgo 65,0%
🇱🇹 Lituania 60,8%
🇪🇺 Media UE 44,8%
🇮🇹 Italia 31,1%

Tutti gli Stati membri hanno comunque registrato progressi negli ultimi vent’anni. Gli aumenti più consistenti si sono verificati a Malta (+29,9 punti percentuali), Lussemburgo (+28) e Irlanda (+25,9).

I due dati fotografano quindi due trasformazioni diverse ma strettamente legate al futuro dei sistemi educativi europei.
Da un lato, la consistenza della popolazione scolastica è influenzata sempre più dalle dinamiche demografiche: in Italia, in particolare, oggi ci sono 267 mila alunni della primaria in meno rispetto a dieci anni fa. Dall’altro, sempre più giovani europei proseguono il proprio percorso formativo: quasi un giovane europeo su due tra i 25 e i 34 anni possiede ormai un titolo di istruzione terziaria.

La campanella che torna a suonare diventa così anche l’occasione per guardare al quadro più ampio: quanti studenti entreranno nelle scuole europee nei prossimi anni? E quanti riusciranno a proseguire il proprio percorso di istruzione fino ai livelli più elevati?

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